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Tecnocrazia alle porte: “Il caso Mythos”

Il 7 Aprile 2026, Anthropic, azienda possedente il più avanzato sistema d’intelligenza artificiale ad oggi (Mythos), ha annunciato simultaneamente, in maniera difensiva, Claude Mythos Preview e Project Glasswing.

Anthropic ha infatti sviluppato un modello dalle capacità di cybersicurezza, superiore a qualsiasi team di esperti umani, in grado di identificare e sfruttare ogni vulnerabilità di qualsiasi sistema informatico. La giustificazione ufficiale, dietro la quale hanno limitato il suo rilascio al pubblico (nonostante la forte politica aziendale sull’open source), è che rilasciarlo pubblicamente senza salvaguardie adeguate rischierebbe di consegnare un’arma di distruzione digitale di massa a qualsiasi attore malintenzionato con una connessione a Internet ed un abbonamento Claude.

È per questo che, in risposta, è stato avviato il progetto Glasswing: un consorzio di organizzazioni selezionate che ottengono accesso esclusivo a Mythos per scopi difensivi. Nei mesi precedenti all’annuncio, Anthropic ha già utilizzato Mythos Preview internamente per scannerizzare codebases critiche. I risultati sono stati immediati e impressionanti: oltre 10.000 vulnerabilità di elevata o critica gravità, identificate in sistemi software su cui si basa l’infrastruttura digitale globale. Alcune di queste vulnerabilità esistevano da anni, nascoste in strati di codice legacy che nessun team di sicurezza umano aveva mai avuto il tempo e le risorse per esaminare sistematicamente. Il benchmark CTI-REALM vede Mythos Preview raggiungere performance sostanzialmente superiori a tutti i modelli precedenti. Cloudflare e Mozilla segnalano centinaia di vulnerabilità nelle loro codebases grazie a Mythos. Linux Foundation annuncia che Mythos ha identificato vulnerabilità in ogni maggiore sistema operativo e browser attualmente in circolazione.

La struttura del nuovo potere dietro Mythos

Fin qui tutto sembra filare, ma le problematiche cominciano a presentarsi nell’analisi dei partner fondatori del progetto. Se infatti si guarda con occhi attenti, i partner del consorzio sono rispettivamente: Amazon Web Services, Apple, Broadcom, Cisco, CrowdStrike, Google, JPMorgan Chase, Linux Foundation, Microsoft, NVIDIA, Palo Alto Networks e Anthropic stessa. La lista è quindi una vera e propria sovrastruttura di potere già formalizzato del capitalismo americano. Non sono invece presenti: ONG di sicurezza informatica, centri indipendenti, università e centri di ricerca o anche solo una nazione che non sia gli Stati Uniti.

Il 2 giugno, però, qualcosa cambia. Il modello viene espanso a 120 organizzazioni di 15 paesi. Anthropic impegna fino a 100 milioni di dollari in crediti di utilizzo di Mythos Preview e 4 milioni in donazioni dirette a organizzazioni di sicurezza open-source. La struttura di accesso è comunque limitata. Risponde infatti al protocollo ASL-4; ciò significa che accordi formali decretano gli utilizzi che i vari enti possono farne in relazione al benestare di Anthropic. Anthropic diventa quindi una supervisione governativa diretta. L’obiettivo è escludere attori che ne facciano utilizzo sconsiderato e/o offensivo, ma ciò preclude ai meno abbienti, che non hanno le risorse, le accreditazioni o le relazioni istituzionali per soddisfare i requisiti, indipendentemente dai loro obiettivi.

Chi è escluso da Glasswing? La risposta è significativa per capire che tipo di programma Glasswing è realmente. Le università europee di ricerca sulla cybersecurity senza contratti governativi classificati, i centri di sicurezza informatica africani, latinoamericani e asiatici che proteggono le infrastrutture critiche dei loro paesi, le ONG che monitorano le infrastrutture elettorali digitali nei paesi in via di sviluppo, i giornalisti investigativi che documentano vulnerabilità nei sistemi di sorveglianza governativa, i team di sicurezza delle piccole e medie imprese che gestiscono software utilizzato da milioni di persone ed i ricercatori accademici che studiano la sicurezza dei sistemi AI senza affiliazione a enti governativi o a grandi corporate. In poche parole, chiunque non abbia già potere istituzionale, risorse sufficienti per negoziare accordi ASL-4 e relazioni formali con il governo americano o con i partner Glasswing.

Ad oggi non sono pubblici criteri di selezione oggettivi e definiti per l’accesso al progetto Glasswing, ma risultano fondamentalmente discrezionali. Anthropic decide chi entra. E Anthropic è un’azienda americana, soggetta al diritto americano, con la maggior parte del suo personale e degli investitori negli Stati Uniti. La governance di Mythos Preview è, nei fatti, governance americana, con tutti i bias geopolitici che questo implica. E se questo non fosse sufficiente, bisogna sottolineare come si tratta di una nuova alleanza basata su una formalizzazione del rapporto tra il pubblico governo americano e privati selezionati per una gestione militarmente fondamentale ed internazionale, andando oltre al modello di influenza governativa in realtà di interesse strategico già implementato in larga scala con lo Starlink di SpaceX. Non è un mezzo verificato e di cooperazione come la NATO (trattati internazionali ed accordi multilaterali per una supervisione condivisa) ma un consorzio di sicurezza di un ente privato in relazione con il suo governo di registrazione.

L’addomesticamento di Anthropic dal governo USA

All’interno del consorzio Glasswing, c’è un’assenza che pesa più delle altre, quella del colosso di controllo di massa Palantir. La società di Peter Thiel, Palantir per l’appunto, si occupa di integrare enormi quantità di informazioni provenienti da fonti diverse, tra cui dati sanitari e di vigilanza del singolo e della massa. Queste vengono poi convogliate in strumenti operativi a servizio del governo, in particolare quello statunitense. Palantir pur non apparendo in Glasswing, ma la sua partecipazione è direttamente iscritta come braccio protesico del controllo digitale americano.

Per comprendere il legame tra Palantir e Anthropic bisogna focalizzare l’analisi sul novembre 2024. Anthropic, Palantir e Amazon Web Services annunciano una partnership per portare Claude nei servizi di sicurezza americani nell’ambito di Impact 6 (IL6) di Palantir (sistema classificato come gestore di dati fino al livello “secret”). Da lì, nel luglio 2025, Anthropic firma un accordo con il Pentagono sull’implementazione di sistemi IA finalizzati alla difesa nazionale. Ciò rende Anthropic il primo partner del governo USA a fornirgli modelli di IA approvati per reti classificate.

Se questa sembrava un’indissolubile tenace relazione, il febbraio 2026 fu l’inizio del collasso. Anthropic e Pentagono entrano in scontro, in quanto quest’ultimo volle rinegoziare i patti. La richiesta del Pentagono, secondo le ricostruzioni emerse successivamente, è esplicita e formulata in modo che non lascia spazio a interpretazioni ambigue: accesso “non ristretto e non gravato” (unburdened and unrestricted) ai modelli Claude per sistemi di supporto alle decisioni tattiche, incluse armi letali autonome (LAWS, Lethal Autonomous Weapons Systems) e sorveglianza di massa della popolazione americana senza mandato giudiziario.

Dario Amodei rifiuta. Nella sua risposta, il CEO di Anthropic fa riferimento al “Constitutional AI” di Anthropic. Si tratta del framework che incorpora i valori di Anthropic direttamente nell’addestramento del modello e che vieta, esplicitamente, l’uso per danni a persone o per sorveglianza di massa non autorizzata.

Pete Hegseth annuncia pubblicamente: “Effective immediately, no contractor, supplier, or partner that does business with the United States military may conduct any commercial activity with Anthropic” (Con effetto immediato, nessun appaltatore, fornitore o partner che intrattiene rapporti commerciali con le forze armate degli Stati Uniti può svolgere alcuna attività commerciale con Anthropic).

Il 9 marzo 2026, l‘amministrazione Trump designa Anthropic come “supply chain risk” ai sensi del National Defense Authorization Act, una designazione precedentemente riservata ad avversari stranieri come Huawei e ZTE. Ciò rese Anthropic, incompatibile con i contratti governativi americani.

Anthropic deposita immediatamente due cause legali, una in corte federale della California e l’altra in corte d’appello federale a Washington DC. La ragione è che, la designazione, è una ritorsione diretta per il rifiuto di rimuovere i vincoli sull’uso militare dei propri modelli, in violazione del First Amendment (repressione di posizioni politiche) e del Fifth Amendment (privazione di proprietà senza processo dovuto). In risposta, un giudice federale, bloccò temporaneamente la blacklisting mentre il contenzioso procedeva in tribunale.

Mythos e il caso di Claude Fable 5

Ed eccoci arrivati al 9 giugno 2026. Claude lancia Fable 5, il modello più forte mai rilasciato pubblicamente da Anthropic (de facto la versione pubblica di Mythos), lasciandone l’accesso gratuito fino al 22 giugno. Il tutto corredato da un saggio di Dario Amodei su Substack, intitolato “Policy on the AI Exponential”. In quest’ultimo egli intimava i requisiti per gli sviluppatori di aree di frontiera, quali: trasparenza, valutazione indipendente, sicurezza e autorità di controllo nella regolamentazione con poteri effettivi.

Nemmeno 10 ore dopo, una comunità di ricercatori indipendenti, scopre una funzione limitante che era stata inserita in sordina entro il codice del modello. Tale comando, nel momento in cui si cercava di addestrare modelli IA con lo stesso livello di potere computazionale, attivava dei depotenziamenti dissimulati entro il sistema per evitarlo. Lo scoop è che questa operazione, coercitiva e sabotativa, è stata praticata dall’azienda che più a gran voce inneggia alla trasparenza.

È qui che, il 12 giugno, Anthropic riceve la direttiva formale dal dipartimento del commercio americano che ordina la sospensione ufficiale ed immediata di ogni accesso a Fable 5 e Mythos 5 per il pubblico generale, in ottemperanza all’ordine esecutivo presidenziale del 2 giugno. A questi vennero inclusi i dipendenti stranieri di Anthropic stessa, in quanto altrimenti impossibilitata all’individuazione della nazionalità in tempo reale. Ed è così che si ritorna indietro ad un punto in cui solo i pochi partner scelti arbitrariamente hanno accesso, revocandolo anche a quei 120 che per accordo erano stati inclusi.

Data la forte ondata di malcontento, il governo americano, si è giustificato addossando il ruolo di capro espiatorio ad Amodei il quale, a dire del governo, era stato intimato o di risolvere il presunto jailbreak o di ritirare Fable 5 volontariamente. Dal suo canto, Anthropic, ha sottolineato come il jailbreak consistesse nell’identificare, all’interno di un codebase, le vulnerabilità del software, non ledendo, in alcun modo, le salvaguardie di sicurezza o l’accesso a capacità vietate.

Tutte queste operazioni erano già disponibili in altri modelli, uno tra tutti GPT 5.5, sistema che, vista l’estrema vicinanza tra OpenAI e la presidenza del Tycoon, sta venendo sempre più sospinto affinché prenda ufficialmente il posto di Anthropic. A maggior ragione, tale situazione non può far altro che giovare al posizionamento di OpenAI.

La dittatura democratica privata

Abbiamo quindi una dualità importantissima da sottolineare: il governo è sempre più deterrato dal creare partenariati che abbiamo politiche non affini alla propria (affossando Anthropic) e, secondariamente, Palantir (ed altre aziende come OpenAI) fiorisce e consolida la propria asimmetria cognitiva tra accesso civile ed accesso militare-istituzionale, aprendo non solo ad IA prive di significative restrizioni etiche, ma soprattutto rafforzando imprescindibilmente il consenso verso la propria narrativa tecnocratica.

Definiamo ora una “dittatura democratica, tecnocratica e privatizzata”: un sistema che fa della democrazia uno strumento di autolegittimazione per il proprio esercizio di controllo, centralizzando la gestione dei cittadini (detentori della prerogativa democratica) tramite il bene placito dei governi (delegati ma non detentori di tale prerogativa). Cioè esercita un controllo sui cittadini sotto delega dell’autorità governativa, la quale deve la sua autorità ai cittadini stessi. Tale sistema descrive un’idea di potere politico-economico con cinque caratteristiche fondamentali, tutte perfettamente impersonificate e confacenti a Palantir. Abbiamo quindi:

  1. Una concentrazione verticale del potere decisionale in un ente che esercita sovranità. Palantir infatti gestisce funzioni che spaziano dalla salute pubblica al controllo dell’immigrazione
  2. Un’accentuata opacità strutturale e mancanza di trasparenza. Nessun dirigente risponde alle elezioni, non c’è trasparenza negli atti pubblici, non c’è revisione giudiziaria né tantomeno controllo parlamentare.
  3. Difficile reversibilità del lock-in. Quando un sistema IT gestisce 75 contratti governativi integrati in un unico framework, quando il personale militare ha ricevuto formazione esclusivamente su quel sistema, quando i workflow operativi sono costruiti intorno all’interfaccia utente di quel sistema, e quando vent’anni di dati operativi sono strutturati secondo l’ontologia proprietaria di quel sistema, la sostituzione diventa operativamente impossibile nel medio termine
  4. Autolegittimazione tecnica. Palantir viene descritta come il migliore fornitore di servizi AI per quanto concerne soluzioni di sicurezza per i governi, ma non sono informazioni verificabili siccome tali contratti sono sottoposti a NDA (non-disclosure-agreement).
  5. Infine, una cattura regolatoria anticipata. Ciò significa che è Palantir stessa a definire le regole che ne governano l’operato siccome hanno sia i loro dipendenti all’interno degli enti governativi con cui collaborano sia sono i primi a poter operare in certe aree di frontiera.

L’AI come negazione dello stato di diritto

A questo punto, in uno stato democratico di diritto neoliberale come il nostro, come ha fatto un’azienda a diventarne completamente immune alla sorveglianza democratica?

Le risposte possono essere varie, ma alla fine una linea ideologica le collega tutte. Innanzitutto, gli stessi dipendenti sono parte delle più alte posizioni governative: questo rende Palantir insostituibile in quanto completamente integrata entro gli enti di potere. Il proprio manifesto diventa quindi giustificante del proprio operato politico e, come tale, simbioticamente funzionale alla propria attestazione reale. Infine, come anticipato prima, essendo esso stesso regolatore di sé, nessuno può controllarne l’operato.

Palantir apre la strada ad una nuova forma di governo reale che supera il concetto di algocrazia e si muove verso una tecnocrazia in mano a privati e in netta negazione dello stato di diritto: una dittatura democratica, tecnocratica e privatizzata.

Cosimo Petralia e Gabriele Gusso

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