Questa poesia nasce da un percorso accademico e umano, che mi ha spinto a riflettere sul valore fondamentale della mediazione interculturale, del dialogo e dell’empatia.
La guerra è una perdita per tutti: di vite, di diritti, di umanità.
“In un posto qualunque” ci invita a scegliere con consapevolezza la pace come l’unica strada possibile, costruita su ascolto, comprensione e solidarietà.
In un posto qualunque
In un posto qualunque,
esiste una famiglia dove
gli adulti lavorano, i bambini giocano e
la vera scuola insegna Umanità.
In un posto qualunque all’improvviso,
mentre gli uomini hanno gli occhi fermi su uno schermo
tutto d’un tratto:
le case tremano, i bambini piangono, la gente scappa.
In un posto qualunque,
vogliono metterci l’uno contro l’altro
i sentimenti non si sentono più,
sì è scatenato il fallimento,
è scoppiata la guerra.
In un posto qualunque,
siamo tutti perdenti.
In un posto qualunque,
non esistono più i diritti inalienabili,
gli uomini non vivono più,
cercano di sopravvivere.
Quel posto qualunque
è il mondo di oggi.
Un mondo che ha perso l’amore per la vita,
un amore che voglio pensare
sia al momento fuggito
ma stia per tornare.
Finalmente, in un posto qualunque mi sono svegliata,
oggi ad esser morto è solo l’odio reciproco che viveva
ma che oggi è morto per sempre,
siamo tornati ad essere esseri umani.
In un posto qualunque,
questo è il mio sogno,
un mondo di Pace.