La Cina entra in una nuova fase demografica: per la prima volta le nascite crollano sotto la soglia degli 8 milioni.
Malgrado le politiche a sostegno della famiglia adottate dalle autorità centrali, la popolazione cinese continua a diminuire e i tassi di natalità hanno raggiunto i minimi storici dall’avvio delle statistiche ufficiali.
Analizzando i dati dell’ultimo report sulla natalità, pubblicato dal National Bureau of Statistics il 19 gennaio 2026, i nati nel 2025 sono stati circa 7,92 milioni. Si tratta del dato più basso mai registrato dai primi rilevamenti ufficiali, risalenti al 1949. Concretamente significa che il tasso di natalità dello scorso anno si attesta a circa 5,63 nascite per 1000 persone, anch’esso il livello più basso mai registrato.
Nel 2024, invece, le nascite erano state 9,54 milioni con un tasso di circa 6,77 nati per 1000 persone.
Un altro dato che allarma le autorità riguarda le morti, che nel 2025 hanno superato le nascite.
Nel 2025 si sono registrati circa 11 milioni di decessi, con la popolazione totale che è diminuita di 3 milioni rispetto al 2024.
In generale, si tratta di un trend negativo che perdura dall’esplosione della pandemia da Covid quando la popolazione ha gradualmente smesso di crescere a causa delle numerose incertezze economiche per le famiglie, legate in particolare alla crescita esponenziale degli affitti urbani e della disoccupazione giovanile.
Dalla politica del figlio unico al recente calo demografico
Il serrato controllo delle nascite nacque come risposta al problema della crescita incontrollata della popolazione nel corso del Novecento. Infatti, dopo l’istituzione della Repubblica Popolare Cinese nel 1949, il Presidente Mao Zedong promosse inizialmente l’aumento delle nascite, nella convinzione che una popolazione numerosa fosse fondamentale per rendere il Paese autosufficiente e forte.
Tuttavia, a partire dagli anni Sessanta, la dirigenza cinese iniziò a notare che il tasso di crescita aumentava a dismisura e che, mantenendo quel ritmo, la popolazione avrebbe raggiunto dei numeri insostenibili, creando seri problemi per le casse dello Stato. Alla fine degli anni Settanta, la situazione demografica appariva particolarmente critica: in Cina viveva un quarto della popolazione mondiale, disponendo però solamente di una piccola parte delle terre coltivabili. Fu proprio in questo contesto che, nel 1979, venne introdotta la politica del figlio unico: un sistema di pianificazione familiare controllato dagli organi governativi, che prevedeva limiti rigidi alle nascite, come il rinvio forzato di matrimoni e gravidanze, l’obbligo di permessi ufficiali per avere figli e sorveglianze speciali per le famiglie.
La maggior parte degli studi concorda sul fatto che questa politica abbia effettivamente contribuito a ridurre le nascite e mantenere entro parametri ritenuti accettabili l’aumento della popolazione. Tuttavia, le conseguenze furono pesanti, tra cui un forte squilibrio tra il numero di uomini e donne.
Un’altra implicazione significativa fu l’alterazione della struttura per età della popolazione che ha portato a un rapido invecchiamento demografico: oggi la popolazione è composta da un numero sempre maggiore di anziani a fronte di una percentuale di giovani sempre più ridotta.
Infine, a partire dal 2013 la politica del figlio unico è stata progressivamente superata, fino all’introduzione della possibilità di avere tre figli. Tuttavia, la situazione resta complessa e molte coppie continuano tuttora a preferire famiglie poco numerose per motivi economici e sociali.
Questa tendenza contribuisce a rendere la Cina un Paese che invecchia ancor prima di aver raggiunto un livello di ricchezza tale da poter garantire un adeguato sistema di welfare e pensionistico.
La politica attuale di Pechino
Al fine di porre un rimedio a tale situazione, il governo ha introdotto misure inedite, come l’introduzione di sussidi annuali speciali che ammontano a circa 3500 yuan (circa 500 euro) per ogni bambino sotto i tre anni per alleggerire i costi della prima infanzia. Inoltre, in alcune province sono previsti ulteriori bonus di importi più elevati, che arrivano a 50.000 yuan in casi particolari.
Tra le misure introdotte rientra anche un supporto concreto alla cura e all’educazione dei figli attraverso l’introduzione della gratuità della scuola materna e la valorizzazione di intere città, definite come “città modello”, che promuovono servizi mirati di cura per neonati anche attraverso sgravi fiscali e sovvenzioni a favore delle famiglie.
Il governo sta inoltre lavorando per favorire i matrimoni attraverso l’estensione di servizi mirati per le coppie neosposate e promuovendo campagne sociali volte a incentivare il matrimonio e la genitorialità. A queste si affiancano misure e regolazioni economiche finalizzate a orientare i comportamenti della popolazione, come la reintroduzione, avvenuta a inizio 2026, dell’IVA sui contraccettivi, inclusi preservativi e pillole anticoncezionali, con l’obiettivo di disincentivarne l’utilizzo.
Parallelamente, Pechino sta implementando importanti riforme strutturali che mirano ad adeguare il sistema pensionistico, aumentando gradualmente l’età pensionabile per affrontare l’annoso problema dell’invecchiamento della popolazione e la conseguente diminuzione della forza lavoro che interessa soprattutto le zone più rurali del Paese.
Allargando il nostro sguardo ad altre realtà, il calo delle nascite non è un fenomeno isolato: infatti, anche altri paesi asiatici ed occidentali affrontano sfide simili. Tuttavia, per la Cina, con una popolazione di oltre 1,4 miliardi di persone, le implicazioni sono particolarmente preoccupanti, e le decisioni adottate nei prossimi anni potrebbero definire il futuro assetto demografico del Paese oltre ad influenzare altri contesti a livello globale.
Sitografia
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Come il declino demografico in Cina sta rimodellando opportunità e rischi per le imprese,
China Briefing. - La popolazione cinese scende per il quarto anno consecutivo, Reuters.
- Cina: natalità ai minimi storici, Euronews.
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Pechino amplia le politiche per incentivare le nascite in risposta al calo delle nascite,
Stratnews Global. -
Incentivi alla natalità in Cina: tra IVA sui contraccettivi e politiche familiari per fermare il
declino demografico, La Stampa.